martedì, Dicembre 6, 2022

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Virus sinciziale nei bambini: sintomi, campanelli d’allarme e cosa devono fare i genitori

E’ il virus sinciziale e sta attaccando i bambini provocando spnea, respiro affannoso, mancanza di appetito. L’indicazione arriva dai medici della Società italiana di pediatria (Sip), che suggeriscono una guida con tutto quello che c’è da sapere sul virus respiratorio sinciziale.

L’infezione, in anticipo rispetto agli anni precedenti, sta provocando in Italia il ricovero di bambini con polmoniti e bronchiolite acuta. A Padova sono sedici i piccoli ricoverati, di cui quattro intubati, al Policlinico Umberto I di Roma sono dieci i ricoverati, di cui due, di appena un mese di vita, in terapia intensiva. “Ma anche nelle altre regioni la situazione è analoga. Un’epidemia arrivata con due mesi di anticipo”, spiega Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili.

Virus sinciziale nei bambini: sintomi, campanelli d’allarme e cosa devono fare i genitori

Il virus respiratorio sinciziale, o Vrs, è un patogeno respiratorio molto comune, capace di infettare l’apparato respiratorio di pazienti di qualunque età, ma principalmente colpisce i bambini nei primi anni di vita. Solitamente provoca il raffreddore (infezione delle vie aeree superiori), ma specialmente nei più piccoli l’infezione può raggiungere le vie aeree inferiori e i polmoni causando la bronchiolite acuta (un’infiammazione delle vie aeree inferiori) o la polmonite.

Quali sono i sintomi del virus sinciziale

I sintomi del virus sinciziale sono simili a quelli di altre infezioni respiratorie virali e sono rappresentati da rinorrea, tosse secca e stizzosa e febbre (nella maggior parte dei casi non elevata). Successivamente possono comparire i segni di una riduzione dell’alimentazione e poi difficoltà respiratoria, in genere dal terzo al quinto giorno di malattia. Nei lattanti con meno di 6 mesi, il primo sintomo può essere la breve interruzione della respirazione (apnea). Alcuni bambini, in genere i più piccoli, sviluppano distress respiratorio grave che può portare anche al decesso. Negli adulti sani e nei bambini più grandi la malattia è solitamente leggera e può manifestarsi come un comune raffreddore.

Il Vrs può provocare gravi manifestazioni respiratorie in alcuni soggetti ad alto rischio. Tra questi i bambini prematuri nati prima delle 29 settimane di gravidanza, oltre a lattanti e bambini di meno di 24 mesi con displasia broncopolmonare. Sono a rischio anche alcuni piccoli con cardiopatia congenita o altre malattie respiratorie croniche.

Il virus si trasmetta facilmente te da persona a persona. L’infezione si contrae attraverso le mucose di naso, bocca e occhi. Quando una persona infetta tossisce o starnutisce rilascia in aria particelle che contengono il virus. Queste particelle possono essere inalate, oppure si possono depositare sulla bocca, sul naso o sugli occhi. In particolare, l’infezione si contrae toccando con le mani le secrezioni nasali e quindi strofinandosi gli occhi o il naso.

Ecco alcuni accorgimenti da mettere in pratica per ridurre il rischio di contrarre il virus. Accurato lavaggio delle mani prima di toccare o prendere in braccio il bambino; evitare di toccare occhi, naso o bocca; pulizia delle superfici che potrebbero essere contaminate, quali le maniglie delle porte, i giocattoli e i piani dei tavoli; se possibile stare a una distanza di almeno 1,5-2 metri da persone con starnutazione o tosse; infine evitare l’esposizione al fumo di tabacco, che aumenta il rischio di infezione.

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