giovedì, Dicembre 1, 2022

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Svezzamento bambino a 4 mesi, quando iniziare: i consigli dell’OMS e l’alimentazione complementare

Il momento dello svezzamento è fondamentale per la vita di un bambino e dei suoi genitori. Introdurre alimenti diversi dal latte, materno o artificiale, è un’esperienza sensoriale estremamente singolare in quanto ogni bimbo gestisce la situazione a modo suo. Generalmente i piccoli che sono allattati al seno fanno più difficoltà ad inserire nuovi alimenti. Il processo è delicato, ma è importante che avvenga in quanto il latte da solo non può soddisfare più le richieste fisiologiche del neonato soprattutto nell’apporto di energia, proteine e vitamine. E’ necessario dunque che ogni bambino faccia questo passo con i propri tempi, ma con determinazione da parte dei genitori. L’alimentazione è uno dei fattori che influisce maggiormente sulla salute di grandi e piccini pertanto è importante che, una volta sostituito il latte materno, anche i genitori seguano uno stile di vita alimentare sano. Il bambino tenterà a voler assaggiare quello che vede in tavola pertanto è giusto proporre alimenti genuini.

Svezzamento o alimentazione complementare, quando iniziare: svezzamento a 4 mesi

Generalmente si ritiene che il periodo migliore per iniziare lo svezzamento dei bambini è intorno ai 6 mesi quando i piccoli iniziano a mostrare interesse per altri cibi che non siano il latte. Alcune società scientifiche, per la verità, fanno riferimento a un periodo più lungo che va dai 4 ai 6 mesi e sempre più spesso i pediatri iniziano proprio con il quarto mese.

Non esiste in realtà un periodo valido per ogni bambino. I pediatri sono concordi con l’osservazione del bambino, delle sue esigenze e delle proprie abilità. Cosa vuol dire? Piuttosto che concentrarsi sui mesi del piccolo bisognerebbe osservare se:

  • – il bambino ha un effettivo interesse per il cibo degli adulti;
  • – il bambino si mantiene a testa dritta e seduto;
  • – ha perso il riflesso di estrusione e non sputa più i cibi solidi.

Molti genitori infatti vogliono iniziare prima lo svezzamento perché ritengono che il piccolo stia crescendo poco. Non è assolutamente una cosa che può preoccupare. E’ fisiologico che i bambini, soprattutto quelli allattati al seno, crescano più lentamente a partire dal terzo mese di vita. Dunque niente paura, il bambino inizierà a mangiare quando avrà curiosità e competenze per farlo.

Svezzamento a 4 mesi: i cibi da inserire e i consigli dei pediatri sulle allergie

Iniziare lo svezzamento a 4 mesi con la frutta è la scelta di molti pediatri. La comunità scientifica però ritiene che non ci sia alcun motivo valido nel posticipare l’introduzione di alimenti potenzialmente allergizzanti. Questo vuol dire che se il bambino sarà allergico a un frutto come la fragola lo sarà sia a 4 mesi che a 2 anni.

Iniziare a 4 mesi con l’inserimento della frutta non vuol dire in assoluto fare dei pasti sostitutivi del latte. Iniziare dalla frutta vuol dire innanzitutto iniziare il bambino ai primi approcci verso il cibo. La frutta dunque può essere utilizzata, tra una poppata e l’altra, per far capire al bambino che ci sono altri cibi oltre al latte e far provare lui sapori nuovi. Inizialmente tenderà a rifiutare il cucchiaino abituato a spingere la lingua per favorire la suzione. Come iniziare? Se avete un fruttivendolo di fiducia o un orticello potete provare con la frutta fresca, omogeneizzando con il Bimby. Se invece non siete fiduciosi, per evitare pesticidi e altro meglio affidarsi a omogeneizzati di frutta biologici ed esclusivamente senza zuccheri aggiunti.

Svezzamento: cosa consiglia l’OMS, una corretta alimentazione nella prima infanzia

Con il termine svezzamento, divezzamento o alimentazione complementare si intende il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea ad una semisolida e poi definitivamente solida grazie all’introduzione degli alimenti complementari. Questo avviene quanto il latte non è più sufficiente a garantire al neonato energia, proteine, ferro, zinco e vitamine.

L’OMS concorda sull’impossibilità di definire un “timing” uguale per tutti i bambini. Le linee guida sulle quali concorda sono le seguenti:

1. L’allattamento al seno è raccomandato in maniera esclusiva per i primi 6 mesi di vita e dopo che vengano introdotti altri alimenti;

2. Continuare con l’allattamento al seno va bene per il bambino per il ruolo protettivo conto le infezioni gastrointestinali, respiratorie e la SIDS, ovvero la sindrome della morte in culla. E’ efficace contro i tumori pediatrici, il rischio di obesità, di diabete tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Ha un effetto positivo sullo sviluppo neuro-cognitivo. Per la mamma l’allattamento riduce il rischio di cancro al seno, alle ovaie e al diabete mellito di tipo “; è utile contro l’osteoporosi e contribuisce fortemente a ritornare al peso precedente la gravidanza in quanto si spendono molte energie per produrre il latte.

3. Il Ministero della Salute cerca di sostenere le mamme nell’invogliarle ad allattare almeno fino a 6 mesi, fino al primo anno di vita e continuare anche dopo se lo desiderano.

In linea del tutto generica dunque il lattante intorno ai 6 mesi è pronto ad accogliere cibi solidi. La maturazione intestinale è completa e lo sviluppo neurologico della masticazione idoneo. Lo svezzamento classico o quello fai da te vanno bene entrambi l’importante è dare da magiare al bambino con il cucchiaino, senza forzarlo e permettendogli di toccare il cibo e di mangiare con le sue manine. Alternare cibi per forme, colori e capirti e prepararli magari in modo diverso se non li gradisce.

E’ importante che il bambino mangi seduto con la schiena eretta (preferibilmente nel seggiolone) per evitare il rischio di soffocamento e per permettergli di partecipare attivamente al pasto, toccando e anche pasticciando con il cibo.

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