mercoledì, Agosto 4, 2021

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Neonati in spiaggia, si possono portare? Fino a sei mesi d’età e come proteggerli

Portare neonati in spiaggia? Fino ai sei mesi di età secondo l’IMI, Intergruppo Melanoma Italiano è anche sconsigliato l’uso di filtri solari. Non vanno portati al mare d’estate neanche se sistemati al riparo dell’ombrellone. Molta cautela tra i 6 mesi e un anno e in ogni caso solo durante le prime ore della mattina e il tardo pomeriggio. Sono le regole suggerite dall’ IMI, Intergruppo Melanoma Italiano per esporsi al sole in sicurezza.

“Complice il lungo lockdown per la Covid 19 – afferma il presidente IMI Ignazio Stanganelli, direttore della Skin Cancer Unit dell’ IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumore professore associato dell’Università di Parma – con le prime giornate di caldo e bel tempo c’è più che mai la voglia di stare all’aria aperta. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Abbronzatura non vuol dire salute. Anzi, se non si seguono le regole della corretta esposizione si rischia di abbassare le difese immunitarie con danni permanenti alle cellule. E a farne le spese sono i più piccoli.”

Le scottature in età pediatrica sono un fattore che predispone al melanoma, tumore maligno della pelle, che si sviluppa dal melanocita: dalla cellula adibita alla produzione di melanina che, a sua volta, è responsabile del colore della pelle. E i numeri parlano chiaro. Secondo i dati della Campagna di sensibilizzazione IMI “Il Sole per Amico” si brucia ancora il 9,4% dei bambini.

La scelta della crema solare per neonati in spiaggia: quale scegliere

“La crema solare – sottolinea Stanganelli – deve essere scelta sempre il base al proprio fototipo. Ma per i bambini è sempre consigliata la protezione massima (Spf +50). Se poi le mete sono quelle tropicali o si è ai primi giorni di esposizione, le creme solari non sono sufficienti a proteggere i bambini. Per questo è bene fare uso di magliette e altri indumenti protettivi. Occhiali da sole compresi. In ogni caso l’esposizione deve essere lenta e graduale, per un tempo limitato e sempre protetti.”

Niente scuse invece per chi afferma che il sole serve per fissare la vitamina D sulle ossa: “bastano pochi minuti di esposizione al giorno – continua Stanganelli – e poi, per fortuna viviamo in un Paese in cui il sole c’è tutto l’anno”.

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