lunedì, Dicembre 5, 2022

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Maternità, figli e rientro a lavoro: cosa fare dopo i 5 mesi  

Il rientro al lavoro per una neo-mamma non è mai semplice. C’è una vita da sistemare prima di poter tornare a realizzare quel progetto di quotidianità che scandiva l’esistenza prima della nascita di quel piccolo esserino: un figlio. Ad agevolare il rientro della donna nell’ambiente lavorativo, a dirla tutta, non c’è nessuno. Datori di lavoro che preferiscono altre soluzioni, leggi che non permettono di godere del proprio stato di maternità, vita familiare da gestire. E’ così che magari, sogni progettati prima di costruire una famiglia tendono ad andare man mano in fumo! Qualcosa da fare però c’è, basta metterci tanta (ma proprio tanta) forza di volontà!

Cosa fare quando finisce la maternità?

Da un punto di vista legislativo esistono alcune agevolazioni, sia per il padre che per la madre. La legge che garantisce il sostegno è la 151\01, aggiornato e in costante evoluzione, come previsto dal decreto legislativo 80/2015.  Questa facilita la conciliazione tra vita e lavoro anche per genitori affidatari o adottivi. Le modalità di congedo sono da richiedere all’INPS mentre il datore di lavoro si occuperà di anticipare la somma corrispondente. 

Sicuramente al rientro, soprattutto la donna, potrà beneficiare di altri permessi, una volta terminata la maternità (2+3 oppure 1+4). In questi due casi si tratta di congedo obbligatorio a cui seguono allattamento e congedo parentale facoltativo. Come funzionano?

Allattamento e congedo parentale facoltativo

In caso di allattamento la madre può beneficiare di un’ora ogni sei al giorno oppure di due ore nel caso in cui lavorasse per più tempo. In presenza di un nido aziendale deve rimanere sul posto di lavoro, in alternativa ha diritto a quelle ore in cui può tornare a casa. 

Il congedo parentale facoltativo invece consta di altri sei mesi successivi al congedo obbligatorio e prevede una retribuzione pari al 30%. In caso di malattia invece, sia la mamma che il papà, possono richiedere giorni illimitati fino ai 3 anni e 5 giorni all’anno tra i 3 e gli 8 anni. 

Agevolazioni economiche per le mamme

Esistono diverse soluzioni economiche per le mamme, molto utili per affrontare le spese del bambino. Il bonus bebè è un benefit di cui si può godere con la nascita del bambino. Ha un importo variabile dagli 80 ai 160 euro al mese in base all’Isee del nucleo familiare, viene corrisposto dalla nascita fino al compimento dell’anno di vita del bambino. Se la domanda viene presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino il bonus bebè verrà erogato per 12 mesi. Se viene presentata, invece, dopo il 90 giorno dalla nascita del bambino il beneficio spetterà dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda e fino al compimento di un anno.

Se si è lavoratori dipendenti, una volta nato il bambino, si avrà diritto anche a chiedere l’assegno al nucleo familiare (che spetta solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati in possesso di determinati requisiti reddituali).  Se, poi, avete intenzione di far frequentare al bambino l’asilo nido spetta anche un contributo, fino a 3000 euro l’anno, per le spese sostenute per la frequenza dell’asilo nido.

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