mercoledì, Settembre 22, 2021

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Il ghosting è violenza psicologica: cos’è e come comportarsi in questi casi

Il ghosting è sempre più in voga ad oggi, soprattutto tra i giovani. Ma che cos’è? Con questo termine intendiamo praticamente quando si ha intenzione di sparire come un fantasma, troncare una relazione (di amore o amicizia) senza lasciare traccia. In pratica si va via senza concludere. Di solito si comporta in questo modo chi ha una personalità narcisista.

Che cos’è il ghosting e come comportarsi?

Ghosting proviene dall’inglese “ghost” ossia fantasma e significa letteralmente sparire e chiudere una relazione, di amicizia o di amore, troncando ogni tipo di comunicazione in modo drastico e definitivo, senza dare la possibilità all’altro di un confronto.

Quando si subisce ghosting, si soffre e si arriva a provare ansia, stress e attacchi di panico oppure perfino depressione. In questi casi bisogna solo voltare pagine. Chi ci vuole un modo per arrivare a noi lo troverà sempre quindi è inutile fingere che non sia così!

Chi fa ghosting ritorna a volte e questo comportamento si chiama zombieing. Diffidate di queste persone, perché con ottime probabilità spariranno di nuovo. Esiste, infatti, un profilo psicologico ben preciso in cui far rientrare questo tipo di persone, accomunate prevalentemente da scarsa empatia e inaffidabilità.

Nella pratica fare ghosting significa smettere di rispondere ai messaggi e alle chiamate, tagliare tutti i ponti con la persona che si vuole “abbandonare”. Può sembrare un processo rapido e indolore, ma questo tipo di comportamento è in realtà estremamente doloroso per chi lo subisce. Chi lo fa si scarica la coscienza, rifiutando ogni responsabilità emotiva ed evitando il confronto, alle volte persino “autoassolvendosi” e convincendosi che lo si fa per il bene dell’altro.

Il ghosting è violenza psicologica: cos'è e come comportarsi in questi casi

Le principali cause per cui si fa ghosting possono essere così riassunte:

  • paura del confronto quando si decide di troncare;
    totale disinteresse;
    autoconvinzione che si sta facendo la cosa giusta per l’altro.

Il narcisista, colui che è affetto da egocentrismo patologico (e che spesso è in grado di provare solo amore tossico), è un ottimo candidato: si tratta di persone che ricercano l’ammirazione altrui per alimentare l’ego ma che risultano scarsamente empatiche. Oscillano con facilità dal coinvolgimento totale alla freddezza più assoluta e, cosa preoccupante, passano da un estremo all’altro in tempi repentini.

Chi adotta questa pratica sceglie – alle volte per paura, ma nella maggior parte dei casi per puro disinteresse – di fuggire da una situazione che li spingerebbe inevitabilmente a un confronto con gli altri e a mettersi in discussione. I narcisisti, per definizione, non amano sentirsi messi in discussione: meglio sparire.

 

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