Gran Bretagna nomina ambasciatrici donne nei Paesi più importanti

La diplomazia britannica è passata in pochi anni da una gestione a privilegio maschile ad una al femminile. In tutti i Paesi più importanti del mondo la Gran Bretagna ha nominato ambasciatrici donne. Stati Uniti, Russia, Cina, Germania, Giappone, Canada, Australia, Italia e anche Onu.

Fino al 1946 le donne non erano ammesse al corpo diplomatico, fino al 1973 invece erano costrette a dimettersi se si sposavano. Solo dagli anni ottanta c’è stata un’apertura ma la prima ambasciatrice sposata c’è stata solo nel 1987. Quella attuale quindi è una grande rivincita. La pioniera è considerata Karen Pierce, ambasciatrice in Afghanistan e poi Nazioni Unite, prima di guidare la sede diplomatica di Washington. All’Onu Dame Karen Pierce era diventata celebre per la sua denuncia a Putin. Dame Caroline Wilson è rappresentante a Pechino dove tutela la libertà di stampa dal governo cinese.

Un tempo l’esclusione delle donne si giustificava per via della “costituzione fisica femminile non in grado di sopportare un superlavoro in climi caldi e insalubri”. Oggi la Gran Bretagna annovera oltre 60 ambasciatrici. Ma c’è stata un’unica donna come ministra degli Esteri, Margaret Beckett. Con la nomina di Menna Rowlings alla guida della sede diplomatica di Parigi però c’è stata un’ulteriore svolta poiché era stata preceduta da 43 ambasciatori uomini.

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