lunedì, Novembre 28, 2022

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Aborto: interi ospedali ora si rifiutano di praticarlo, cosa sta accadendo

La legge 194 prevede in Italia la possibilità di abortire entro un periodo di tempo determinato, eppure soprattutto negli ultimi anni è cresciuto il fenomeno dei medici che si dichiarano obiettori rendendo, in alcune aree del Paese, praticamente impossibile abortire.

Dopo 43 anni dall’entrata in vigore della legge, le donne che richiedono un’interruzione volontaria di gravidanza possono ancora ricevere un No come risposta. Spesso le strutture sono contrarie. In Sicilia l’85.5% dei medici è obiettore, nel Molise l’82.8% dei medici ma ci sono anche zone dove questa percentuale sale al 100% quindi di fatto le donne non possono abortire.

I 20 spedali in Italia dove questo numero è troppo alto ed oscilla tra l’80 e il 100% sono: la Asl 1 di Cuneo, il polo ospedaliero di Desio (Monza-Brianza) e, sempre in Lombardia, gli ospedali di Tradate, Angera e Gallarate (Varese), l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e l’ospedale di Iseo (Brescia). In Veneto il DMPO di Mestre, mentre in centro Italia l’interruzione di gravidanza di fatto risulta molto difficile da praticare all’ospedale di Viareggio in Toscana e in quello di Gubbio e Gualdo Tadino in Umbria, regione dove allo stabilimento ospedaliero di Castiglione del Lago la percentuale di obiettori è del 100%. Male anche al Polo ospedaliero di Civitanova Marche. A Roma è meglio non rivolgersi al Presidio ospedaliero Giovan Battista Grassi (ASL Roma 3, al Lido di Ostia), all’ospedale Sant’Eugenio (ASL Roma 2) o al Santa Maria Goretti di Latina. Risulta con una percentuale del 100% di obiezione, poi, il P.O. di Battipaglia, in Campania, così come il San Martino di Genova in Liguria o gli ospedali riuniti Ciriè-Lanzo in Piemonte. Infine la Puglia con una situazione gravosa in particolare a Foggia.

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